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ARCHITETTURA ESTREMA ALL OVER THE WORLD

16.05.2017

Che l’uomo esprima la sua creatività geniale con costruzioni a dir poco ardite, templi, chiese e palazzi, è una costante che si manifesta fin dagli inizi delle più antiche civiltà.

Le sette meraviglie del tempo antico comprendevano opere architettoniche di monumentale grandezza come le Piramidi di Giza, il Colosso di Rodi, il Faro di Alessandria.

Ma anche in tempi più vicini a noi, nel fiorire dell’epoca medievale, mastri architetti innalzavano meravigliose cattedrali che toccavano il cielo con le loro ardite strutture ad archi rampanti.

Stupire per lasciare un segno eterno nella storia è un istinto connaturato al genere umano.
L’architettura è l’arte che, più di ogni altra, permette di realizzare questo impulso naturale.

Ma non è solo grazie ad altezze vertiginose o ad imponenti strutture che l’architettura può stupire e far riflettere: in questo viaggio scopriremo alcune opere architettoniche di ultima generazione che, per la loro originalità e “stranezza”, lasciano di stucco.

Di immaginazione, fantasia e creatività gli architetti contemporanei non fanno difetto. Però, a volte, i progetti che escono dal loro cilindro hanno bisogno di spiegazione, come fossero opere di Picasso o di Dalì.

 

Prendiamo il caso di S-House, la casa trasparente progettata dallo studio di architettura Yuusuke Karasawa: questa casa situata vicino alla stazione Omiya a Saitama, in Giappone, sembra voler farci riflettere sulla perdita della dimensione privata nell’era digitale.

Tutto è aperto al pubblico, un grande fratello quotidiano, in cui le strutture in acciaio a zig zag collegano i cinque piani in un intreccio labirintico degno di Minosse: il risultato è un open space caratterizzato da un pattern ultra moderno, estremo e al tempo stesso minimale, in cui nulla è nascosto. I produttori di tende ringrazieranno!

Molto più “logico”, con una forte impronta sociale che integra la dimensione pubblica/privata, è invece il progetto Markthall a Rotterdam.

Questo nuovo gioiello di architettura progettato dallo studio MVRDV nel cuore del quartiere Laurens è una struttura che unisce in un unico edificio differenti funzioni: il mercato coperto, gli appartamenti, i bar, il parcheggio (anche di biciclette, of course: siamo in Olanda!).

Con i suoi 95.000 mq e 40 metri di altezza, Markthall diventerà il fulcro della vita del quartiere ed uno dei poli aggregatori di tutta Rotterdam, attirando clienti e visitatori in cerca di prodotti tipici o di un concerto serale.

Una combinazione unica nel suo genere: abitare in centro con tutte le facilità sotto casa … questo vuol dire pensare alle esigenze dei cittadini!

E Santiago Calatrava dove lo mettiamo? In questo nostro viaggio l’archistar spagnola non poteva mancare! E’ dalla sua testa che nasce Peace Bridge, il ponte-spirale che attraversa il fiume Bow a Calgary in Canada, uno dei progetti di ingegneria architettonica più sorprendenti ed originali.

Questo ponte iconico, attorcigliato su se stesso, è a dimensione di pedone e di ciclista: viene attraversato infatti ogni giorno da più di 6.000 persone che rinunciano ai mezzi pubblici e privati per raggiungere il centro della città.

I 126 metri del Peace Bridge brillano di un rosso acceso di giorno e soprattutto di notte, quando un’attenta illuminazione esalta i giochi di riflessi e la brillantezza dell’acciaio, diventando così non solo luogo di passaggio ma tappa obbligata per turisti e curiosi che visitano Calgary. Complimenti Santiago!

Per finire questo nostro piccolo tour, sembra che sugli Alti Tatra in Slovacchia siano atterrati gli alieni. Don’t worry, è solo arrivato lo studio di architettura Atelier 8000 a progettare il più strano ed originale rifugio alpino al mondo!

Kezmarske Hut, questo scintillante cubo monolitico in bilico sulla roccia, sembra sempre sul punto di rotolare lungo il fianco della montagna. Non è un giocattolo abbandonato in mezzo alla neve e nemmeno un mega cubo di Rubik.

Al contrario, il rifugio offrirà agli alpinisti in visita ai Carpazi un alloggio sostenibile e funzionale: vetro, metallo e pannelli fotovoltaici renderanno la facciata riflettente e fredda, mentre gli interni realizzati in legno risulteranno caldi ed accoglienti.

Kerzmarske Hut per ora è solo un progetto, ma siamo certi che rivoluzionerà l’architettura: estetica e sostenibilità dialogheranno senza annullare le rispettive unicità.

La bellezza è un concetto personale, l’innovazione è un dato di fatto.