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GRUPPO MEMPHIS, FUTURISMO POP-MODERNO

01.09.2017

"Nous avons réalisé des objets concrets pour exprimer des idées abstraites ...
et ils ont tous fini dans des galeries d'art." (Ettore Sottsass)

 

Memphis è il movimento artistico e culturale che all'inizio degli anni '80 rivoluzionò il mondo del design grazie all'opera instancabile del suo fondatore Ettore Sottsass, in feconda collaborazione con Michele De Lucchi, Alessandro Mendini, Matteo Thun, Aldo Cibic, Arata Isozaki tra gli altri.

Nato per sconvolgere logiche creative e commerciali stantie e ripetitive, il Gruppo Memphis ruppe le consuetudini in modo così diretto da poter essere paragonato alla presa di posizione degli impressionisti o dei cubisti nei confronti della tradizione pittorica ottocentesca o fin de siècle.

Contro il minimalismo degli anni '70, il Gruppo Memphis mise al centro della sua opera un'espressione insieme pop e concettuale dell'arredo: attraverso oggetti concreti, forme geometriche e colori accesi, utilizzando nuovi materiali e sperimentando nuovi pattern, il Gruppo Memphis riuscì a ribaltare i limiti imposti dalle logiche industriali allora dominanti.

 

"Quando abbiamo fatto Memphis ... i nostri mobili non erano comperati dalla borghesia milanese, ma dagli impiegati di Messina, che cercavano qualcosa di irraggiungibile, uno status." (Ettore Sottsass)

Design popolare, quindi, senza quell'aura esclusiva che caratterizzava gli oggetti d'arredo destinati ad un pubblico di nicchia.

Design concreto, con un "peso specifico" che lo legava a forme terrestri.

Design per tutti, perché era l'essenza delle sue geometriche prospettive a farlo così: triangoli, quadrati e cerchi sono un patrimonio di tutti, una memoria innata (per dirla con Platone/Socrate).

Questo gioco di forme gratuite e apparentemente prive di logica funzionale destò nella critica un sobbalzo di stupore, per la forza dirompente di un linguaggio artistico in cui si leggeva un legame diretto con le avanguardie dell'inizio del '900, futurismo in primis.

Senza bisogno di manifesti programmatici, bastavano le opere dei promotori del Gruppo Memphis ad affermare con decisione una presa di posizione che avrebbe influenzato il mondo del design e dell'arredo negli anni successivi.

La rivoluzione degli anni '80 aveva così inizio: le capacità visionarie del Gruppo Memphis aprirono la strada.

Ma come avvenuto per tutti i grandi movimenti artistici dall'Impressionismo in poi, anche il Gruppo Memphis nel giro di pochi anni bruciò la sua dirompente spinta creativa, finché nel 1987 lo stesso Ettore Sottsass ne decretò la fine.

E se la sua citazione introduttiva sembrerebbe chiudere con rammarico una parentesi creativa anti-accademica, che si ritrova alla fine ad essere esposta nelle gallerie d'arte e non nella casa "dell'impiegato di Messina", non dobbiamo fargliene una colpa: come fenomeno di alto valore culturale, il Gruppo Memphis era destinato a rappresentare in tutto il mondo una rivoluzione nel linguaggio del design.